Stefania

Stefania rappresenta per noi di SIENAIL “una persona particolare”. Non per la sua malattia, ma per la sua fragilità e per la sua dolcezza che abbiamo visto oggi essersi trasformate in forza e serenità. Stefania è stata un’ospite di casAIL, insieme alla mamma che è stata sempre al suo fianco nel lungo percorso della malattia, vi ha soggiornato per molti mesi prima e dopo il trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore non familiare a cui è stata sottoposta. Sul sito dell’AIL nazionale sono oltre tre anni che si puo’ leggere la sua testimonianza, un ringraziamento rivolto al donatore che le ha ridato la possibilità di continuare a sperare.
“Al mio Donatore.
Durante il cammino della mia vita ad un certo punto, così all’improvviso, si è aperto sotto di me un baratro ed io sono caduta giù nelle tenebre più profonde. Poi, quando tutto sembrava perduto, sei arrivato tu, mi hai teso una mano pur non conoscendomi, io l’ho afferrata stretta stretta ed ho potuto
risalire la china fino a rivedere la luce del sole. Grazie a te anche dal viso dei miei genitori è scomparsa quella disperazione che da tempo li affliggeva e sono tornati sul loro volto il sorriso e la voglia di vivere!
Che grande gioia!
Grazie a te posso ancora raccogliere una margherita, mangiare un gelato al cioccolato e pistacchio, osservare un bel tramonto. A volte la mia mente viaggia lontano e cerco di immaginare i tuoi
lineamenti, ma questi mi sfuggono, allora posso solo portare nel mio cuore per sempre il tuo ricordo, ovunque mi trovi. Donare è amare: è raro trovare persone disposte a fare simili gesti.
Forse non ci incontreremo mai, ma se durante l’estate andrai al mare e vedrai una ragazza che con un bastoncino di legno scrive sulla sabbia bagnata: ” VIVA LA VITA” allora potrai dire di avermi incontrata.”
Dopo queste commoventi parole, vorrei però riportarne anche altre che Stefania ha scritto a noi a distanza di qualche anno, quando dopo tanta fatica, tante speranze e tante disillusioni, ha finalmente, potuto ricominciare a lavorare!Infatti, ora Stefania dopo un concorso ha ottenuto un regolare posto di lavoro. Le sue parole, che riporto così come Stefania ha scritto, a lettere maiuscole, sono un grido di gioia che le esce dal cuore e che rendono, in poco più di una frase, quanto è intensa la sua emozione per poter lavorare, quindi per essere di nuovo, come lei dice, una persona normale.
“CARA DOTTORESSA, E’ UNA SETTIMANA CHE MI SONO REINSERITA NEL MONDO DEL LAVORO COME TUTTE LE PERSONE NORMALI, MI SEMBRA DI VIVERE UN SOGNO!.

Roberta

Roberta è una ragazza che due anni fa si è ammalata quando era una studentessa universitaria, dopo un trapianto di cellule staminali oggi sta bene ed è bellissima. Qualche giorno fa quando è venuta a fare un controllo in ambulatorio ci siamo incontrate e mi ha parlato di una poesia che la sua nipotina di 11 anni le ha dedicato durante la malattia, credo che possa essere letta come un invito a tutti a credere che con la ricerca ce la possiamo fare!

A Roberta

Donava al mondo la sua bellezza,
la gioia, la voglia di esserci, la spensieratezza.
Ma un giorno, all’improvviso,
quando la vita le regalava il più bel sorriso,
con una terribile malattia si scontrò
e il suo cielo sereno si oscurò.
Con lei fece a botte,
e dure furono le lotte.
Ma su quel ring così cruciale
c’era un arbitro speciale:
il buon Dio è intervenuto
portandole il Suo grande aiuto.
Ma Lui non era solo: c’era la scienza,
pronta per ogni evenienza.
Anche a lei il malato si affida,
così insieme hanno messo fine a quella perfida sfida.
La malattia è stata sconfitta:
Dio e la scienza l’hanno trafitta!
Il cielo è tornato sereno…

Alla malattia, vi prego, mettiamo un freno!
La ricerca va aiutata:
la vita è bella, va salvata!